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D7943A62-BC99-466F-AF75-7ABCB6F08B2DManodopera già pagata non utilizzata dai comuni

I percettori del Reddito di cittadinanza potrebbero essere impiegati dai comuni ma non attivano i progetti.

PUC (Progetti Utili alla Collettività) sono quei progetti che tutti i Comuni possono attivare per impiegare i percettori del Redditto Di Cittadinanza, in attesa di un impiego, in lavori “socialmente utili”.

Alcuni comuni li hanno attivati e ci sono progetti interessanti che vanno dalla generica manutenzione degli spazi pubblici alla cura del verde, ad esempio possono riparare un marciapiede sconnesso, una buca, tinteggiare una ringhiera, aggiustare i giochi dei bimbi nei giardini pubblici tagliare l’erba ecc; oppure essere impiegati nell’area culturale come per esempio tenere aperta la biblioteca, oppure essere d’aiuto alle attività scolastiche all’ingresso e all’uscita dalle scuole. Infine possono essere impiegati in servizi socio-sanitari affiancando volontari di associazioni sempre molto attive e presenti nei territori come Misericordia pubblica assistenza Protezione civile ecc.

Insomma il loro impiego che va da 8 a 16 ore a settimana, è gratuito l’assicurazione INAIL costa 0.90 euro al giorno per persona e il loro costo è limitato alle spese dei materiali di consumo per svolgere le attività del progetto.

Per intenderci meglio il personale dei PUC può essere considerato come quel personale che un tempo svolgeva il servizio civile al posto del militare.

Adesso ci domandiamo ma come mai il comune di Ponsacco, come altri della provincia, dal 2019 ad oggi non hanno ancora attivato nessun progetto? Che cosa aspettano che il reddito di cittadinanza venga tolto?

La sostanza di questa domanda è alla base della mozione che abbiamo presentato in Consiglio Comunale a Ponsacco per sollecitare l’attivazione dei PUC, vedremo cosa risponderanno!!!

Seguite il consiglio in streaming mercoledì 30/06/2021 ore 19.30

https://www.comune.ponsacco.pi.it/homepage

 

A riveder le stelle

MOZIONE atto di indirizzo chiusura Discarica la Grillaia di Chianni (PI)

CONSIGLIO COMUNALE 18 maggio 2021

 

MOZIONE atto di indirizzo chiusura Discarica La Grillaia di Chianni (PI)

In data 18 maggio us. abbiamo presentato una Mozione  in Consiglio Comunale con la quale abbiamo chiesto all’Amministrazione ed allo stesso Consiglio Comunale di assumere un atto di indirizzo attivo nei confronti della Regione Toscana affinché “siano adottati i provvedimenti necessari per “la chiusura” e messa in sicurezza della Discarica La Grillaia di Chianni (PI) senza nuovi conferimenti di rifiuti”.

Discarica, La Grillaia di Chianni (PI), la cui difatto “riapertura” RICORDIAMO, prevede il conferimento di circa 270 mila metri cubi di fibrocemento (eternit) nel sito ormai inattivo da dieci anni.

Oltre a ciò, di nuovo c’è che recentemente il Gruppo Vergero ha acquisito le quote di maggioranza dalla proprietà della Grillaia. Il Gruppo Vergero possiede anche una sede a Ponsacco in via Venezia che, da un punto di vista logistico, potrebbe essere utilizzata per lo stoccaggio provvisorio dell’amianto diretto alla discarica di Chianni.

La Mozione emendata, l’amministrazione ha ritenuto di volere integrare le motivazioni della richiesta a fondamento della mozione la cui sostanza è rimasta invariata, è stata votata all’unanimità dal ns. Consiglio Comunale.

 

Di seguito potete leggere la mozione che abbiamo presentato in CC. e la risposta al ns. richiesta di accesso agli atti sulla esistenza, sul ns. territorio comunale, di eventuali aree idonee allo stoccaggio di amianto.

 

A riveder le stelle

 

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La nuova palestra polivalente è un campo all’aperto

La nuova palestra polivalente è un campo all’aperto

 

Avete visto la nuova palestra a Ponsacco, ci siete già entrati?

È stata realizzata come centro sportivo polifunzionale per accogliere l’attività della ginnastica e della pallacanestro, ma lo sapevate che non è un vero e proprio edificio?

In realtà “è uno spazio sportivo di tipo aperto ma dotato di protezione dagli agenti atmosferici” (tradotto un campo coperto da un telo per ripararsi dalla pioggia).

Questa definizione ci è stata fornita proprio dall’amministrazione in risposta ad una interrogazione come giustificazione riguardo “alla non applicabilità delle prescrizioni di legge in materia di risparmio energetico” ovvero, alla mancanza della relazione energetica dell’edificio (ex legge 10).

Quindi la nuova palestra di fatto, non rispetta i requisiti minimi di isolamento termico e risparmio energetico richiesti agli edifici di nuova costruzione. Tradotto significa che per scaldare gli ambienti ci vuole un mutuo, è un po’ come voler scaldare l’aria sotto un gazebo del bar.

Il costo del riscaldamento non è l’unico costo di gestione che graverà negli anni a venire su chi utilizzerà la palestra perché il telo di copertura ha una durata limitata non più di 15 massimo 20 anni e poi dovrà essere sostituito.

Pensate che il costo complessivo dell’opera supera il milione di euro e che con 200.000 – 300.000 Euro in più si sarebbe potuto costruire un tetto in legno, più duraturo ed in grado di rispettare i requisiti minimi di isolamento termico richiesti per un edificio nuovo.

Questa scelta avrebbe eliminato la necessità della sostituzione periodica del telo e, oltre a comportare un notevole risparmio (futuro) sulle spese di riscaldamento, avrebbe determinato una migliore qualità termo-igrometrica dell’aria interna a giovamento sia dei suoi utilizzatori che della pavimentazione in termini di durata. Infatti, in pieno contrasto con la logica del risparmio (responsabile sembrerebbe, della scelta del telo ) è stata realizzata in parquet di faggio.

Inutile dire che l’amministrazione come al suo solito non si è confrontata con le opposizioni.

Di migliorie da proporre ce ne sarebbero state forse anche altre, come quella di non posizionare la nuova palestra così a ridosso del campo sportivo i Poggini, pregiudicando le potenzialità di sviluppo futuro del campo.

Si potrebbe concludere che l’Amministrazione ha preferito l’uovo oggi piuttosto che la gallina domani, peccando forse di poca lungimiranza, ma potendo sventolare una nuova opera realizzata come un gagliardetto per le allodole.

 

Buona lettura

A riveder le stelle

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