5 giorni a 5 stelle

 

Soffiano venti di guerra in Medio Oriente. Venti che coinvolgono anche l’Europa, anche se per il momento ciò che viene richiesto è sempre denaro, denaro, denaro. Ben 3 miliardi, come ricordano i portavoce M5S a Bruxelles Castaldo e Corrao, elargiti alla Turchia di Erdogan a cui Europa e USA sembrano del tutto accondiscendenti. Eppure la Turchia aveva già ottenuto altri 9 miliardi. Che fine hanno fatto? E soprattutto, chi sta pagando davvero?

Anche Giarrusso al Senato vuole vederci chiaro su certi traffici verso il Medio Oriente, in particolare il cospicuo commercio di armi tra l’Italia e le monarchie del Golfo. Abbiamo la consapevolezza che l’Isis uccide con armi prodotte anche dagli italiani? Occorre un’azione internazionale per mettere la parola fine a questo ignobile business.

In Parlamento intanto continuano all’infinito le votazioni per i giudici della Consulta, che come ricorda Di Battista sono già costate al contribuente ben 13 milioni di euro. Come si fa a votare certa gente, dice Di Stefano, come si fa a candidare alla Consulta personaggi come l’avvocato di Berlusconi? Se ne uscirà solo con nomi puliti, come quello proposto dal M5S.

Intanto, è cominciata la pulizia anche a Livorno, dove il sindaco Nogarin ha avviato il concordato preventivo per l’azienda dei rifiuti. Basta carrozzoni di partito, basta privilegi, azienda sanata e salvi i posti di lavoro, e ora a Livorno arriva anche il reddito di cittadinanza.

Tornando alla Camera, scopriamo l’ennesima porcheria: il decreto salvabanche. Stavolta non hanno cantato Bella Ciao, ma sono riusciti ugualmente ad espropriare i cittadini di 1 miliardo dei loro risparmi per aiutare le banche. Alberti e Villarosa in aula accusano i colpevoli.

Al Senato si parla di missioni militari all’estero, il nostro Santangelo ribadisce il no del M5S alle missioni che non hanno obiettivi chiari. Occorre, in questo momento, pensare prima alla sicurezza interna.

Non dimentichiamo, infine, che questa è la settimana del clima. Martelli al Senato sottolinea che non si può continuare così, che occorre cambiare programma, e che non bisogna accontentarsi: fare poco è persino peggio che non fare nulla. I nostri portavoce a Bruxelles annunciano che saranno tutti a Parigi per la Conferenza sul Clima, per portare la nostra voce e quella dei cittadini italiani, e ottenere un accordo forte e vincolante per una vera transizione culturale ed energetica.


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