TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: DOVE STIAMO ANDANDO?

TRASPORTO PUBBLICO LOCALE: DOVE STIAMO ANDANDO?

Un ragazzo di 14 anni ci ha riportato la sua esperienza con il trasporto pubblico, esperienza che mette a nudo tutte le criticità di un servizio in abbandono e su cui le attuali Amministrazioni non stanno facendo gli interessi dei cittadini.

L’articolo di questo ragazzo partiva con l’elenco di alcuni fatti di cronaca:

“Autobus guasto, studenti a piedi”
“Gli studenti sono troppi l’autista li fa scendere”
“L’Assalto ai pullman”
“Meno corse e bus pieni, è questione di sicurezza”
“Mancano i pullman, lo denunciamo da anni”

e continuava con la descrizione della sua odissea quotidiana di sovraffollamento dovuto alla mancanza di corse, al fatto che le corse saltavano, a causa di guasti a mezzi vetusti e mancanza di appropriati spazi di attesa per gli utenti.

Le Amministrazioni stanno dismettendo il servizio nell’utopia di un trasporto unico regionale che non potrà rispondere alle esigenze delle realtà dei nostri territori fatte di piccole comunità.

Il servizio deve essere un vestito su misura tagliato sulle esigenze dei cittadini basato su una analisi origine/destinazione per la pianificazione della rete, in un ambito territoriale che comprenda comuni limitrofi omogenei per tipologia di territorio e di popolazione che decidono mantenendone il controllo e la verifica di consorziarsi anche solo per tratte o periodi dell’anno o finalità in modo che tale trasporto sia adattabile al mutare delle necessità della propria cittadinanza.

Come può un servizio deciso e progettato lontano dai territori essere risolutivo per tali realtà locali?
Che strumenti avranno le Amministrazioni per portare avanti le istanze dei propri cittadini?

Il trasporto pubblico oltre ad assolvere alla sua funzione sociale deve attrarre nuovi utenti diventando concorrenziale all’utilizzo del mezzo privato per essere economicamente sostenibile e questo è possibile solo se si garantiscono minime caratteristiche di velocità, efficienza e confort, senza dimenticare la comunicazione, la cura, la pulizia e l’affidabilità dei mezzi e dei luoghi di attesa. Queste caratteristiche si ottengono partendo da una progettazione basata sull’analisi della situazione insediativa e della mobilità consolidata creando una rete integrata sotto il punto di vista funzionale (generando un effetto rete con altre linee, eliminando sovrapposizioni e creando luoghi di interscambio per una minore perdita di tempo), di orario (cadenzando le partenze ad orari regolari con ripetizione delle coincidenze ed una disponibilità costante del servizio per una più facile memorizzazione) e tariffario (allineando il prezzo del trasporto al costo del trasporto con l’introduzione di un biglietto unico che semplifichi il reperimento del titolo di viaggio).

Possibile che le attuali Amministrazioni non abbiano dubbi e perseguano silenziosamente un cammino di abbandono?

Emanuela Atzori
Candidata Consigliera – Movimento 5 Stelle, Circoscrizione Pisa

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